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Spiacente, nessuna traduzione disponibile.
Ultimo capolavoro del regista salentino Edoardo Winspeare, ambientato in un periodo che va
degli anni Settanta ai Novanta, il film racconta la tormentata storia d’amore
tra un magistrato e Lucia, una donna che la vita ha portato a diventare una
criminale. Due persone di estrazione sociale diversa: lui appartiene all’alta
borghesia, alla società dei 'galantuomini', mentre lei è una figlia di
contadini che poi diventa una boss della Sacra Corona Unita.
Leggi la trama del film...
Protagonisti di quest’ultimo capolavoro di Edoardo Winspeare
sono Ignazio, Lucia e Fabio: inseparabili amici negli anni Sessanta, ora si
ritrovano ad essere adulti e divisi, nel Salento, dalla Sacra Corona Unita.
Ignazio, un affermato giudice, ritorna a Lecce dopo aver
affinato la sua professione nel Nord Italia; Lucia è il braccio destro del boss
Carmine Zà e Fabio è un incallito giocatore di biliardo col vizio della
cocaina. Ed è al funerale di quest’ultimo, morto per overdose, che Lucia e
Ignazio si ritrovano dopo tanto tempo e si innamorano senza, però, proclamarsi. Mentre
è alle prese delle indagini sul traffico di cocaina, Ignazio scopre il
coinvolgimento della donna nella malavita e, ferito e sconvolto da questa
scoperta, convince la donna alla latitanza.
Donatella Finocchiaro, nel ruolo di Lucia, rappresenta
un’affascinante donna con lo scopo di guidare una squadra di criminali
organizzati; ma il suo personaggio è anche rifugio di un segreto che minaccia
la sua vita e l’amore non ancora dichiarato per Ignazio de Rao, unica
possibilità - quest’ultimo – di farla uscire da questo destino già scritto.
E sarà proprio questo amore reciproco ad impedire al giudice
De Rao di denunciarla e alla criminale Lucia di comprometterlo.
E’ con questo capolavoro che, Edoardo Winspeare, eternamente
legato alla sua terra salentina, ritorna a raccontare su pellicola un’altra
storia del Salento (dopo il Miracolo), questa volta in uno stile misto tra noir
e mèlo.
Il regista salentino dà vita ad una tipologia di cinema melodrammatica volta a nutrirsi della vita, della tradizione della cultura del Salento.
Un film accompagnato, a suon di chitarra, dall’incalzante ritmo della pizzica salentina.
Galantuomini è la testimonianza di come il melodramma si dimostri, nei periodi di crisi sociale e ideologica, un adeguato congegno di riecheggio sociale, rifacendosi a quella funzione che, nelle Grecìa salentina, era rappresentata dalla tragedia.
Scritto da: LuSalentinu.it
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